Leonardo Trento, Presidente dell’ARBBAC: «Definirci “invisibili” significa ignorare chi tiene concretamente accesa la luce del turismo in Calabria»

Gentile Direttore,

in merito all’articolo apparso sulla testata da Lei diretta dal titolo “Ospitalità invisibile in Calabria: b&b e case vacanza ignorano il web…”, in qualità di Presidente dell’ARBBAC (Associazione Regionale B&B e Affittacamere Calabria) ritengo doveroso intervenire per difendere il lavoro di migliaia di operatori che, ogni giorno con sforzo e grande sacrificio, rappresentano il vero motore dell’accoglienza turistica calabrese.

Dipingere il settore extra-alberghiero calabrese come un comparto “all’età della pietra”, arroccato su “contanti e passaparola”, è una narrazione distorta e ingenerosa che non rende giustizia agli enormi sforzi di modernizzazione e professionalizzazione che sono stati compiuti da chi opera in questo settore negli ultimi anni.

Come Associazione, intendiamo, innanzitutto, evidenziare che i B&B e gli affittacamere in Calabria offrono un servizio sociale e turistico indispensabile. Siamo i primi promotori dell’accessibilità e della vita dei nostri borghi e, soprattutto, delle aree interne. Offriamo, tra mille difficoltà infrastrutturali e logistiche, ospitalità in posti splendidi dove, senza di noi, non ci sarebbe alcuna forma di accoglienza. Eppure, nonostante fungiamo da veri e propri presidi di resistenza territoriale, le istituzioni continuano ad avversarci. Viviamo un paradosso normativo inaccettabile: un B&B di un paesino sperduto della nostra regione, che offre un servizio straordinario tra mille sacrifici, per lo Stato è considerato, a livello di adempimenti, burocrazia e fiscalità, alla stregua di un B&B situato a Piazza Navona a Roma o in via Montenapoleone a Milano. È una cecità istituzionale che penalizza chi resiste sul territorio e sulla quale si continua, purtroppo, da troppe parti a restare silenti.

Voler puntare il dito a tutti i costi contro i gestori di piccole strutture, per la maggior parte a conduzione familiare, nasconde un problema ben più grave: le politiche di promozione turistica regionali. Da anni assistiamo a investimenti concentrati quasi esclusivamente su pochissime località ben definite e “di cartello”, e, sistematicamente, si continua ad ignorare la stragrande parte del nostro territorio. Esiste un’altra Calabria, identitaria e meravigliosa che meriterebbe di essere scoperta da viaggiatori, italiani e stranieri, che vanno alla ricerca di questo tipo di esperienza. Se la regione non promuove capillarmente tutto il suo territorio, non si può poi colpevolizzare il piccolo gestore del borgo per la mancanza di flussi internazionali. Troppo spesso come operatori calabresi ci troviamo a dover fare le veci delle amministrazioni locali, facendo promozione attiva a nostre spese e dando la possibilità ai turisti che ci scelgono di poter scoprire e vivere pienamente il territorio. 

Definirci “invisibili” significa ignorare chi tiene concretamente accesa la luce del turismo in Calabria.

La disintermediazione è una scelta di sopravvivenza, non di ignoranza: Molti dei nostri associati scelgono deliberatamente di non dipendere in modo esclusivo dalle grandi multinazionali del web (OTA), che applicano commissioni spesso insostenibili (fino al 20%) per micro-strutture a conduzione familiare. Promuovere il contatto diretto, i canali social e i siti proprietari è una strategia per far rimanere il valore economico del turismo sul territorio calabrese, non un limite tecnologico o il volersi affidare “ancora ai contanti e ai cugini”.

Accusare i B&B calabresi di “perdere i clienti stranieri in inverno” per colpa del web è un errore di analisi clamoroso. Il turista straniero non rinuncia alla Calabria perché non trova il B&B su internet, ma perché fuori dalla stagione estiva i voli internazionali sui nostri aeroporti vengono drasticamente tagliati e i collegamenti interni sono carenti o, addirittura, inesistenti. E’ la Calabria che si fa fatica a trovare in quei periodi dell’anno su determinati mercati. Si può essere visibili sul web finché si vuole, ma gli aerei non arrivano e i treni e gli autobus non si trovano, le nostre stanze resteranno vuote.

La nostra Associazione è in prima linea da anni per la legalità, la trasparenza e l’adozione del CIR (Codice Identificativo Regionale) e del CIN (Codice Identificativo Nazionale). Ma non si può continuare a voler fare di tutta l’erba un fascio, confondendo chi opera nell’illegalità con le migliaia di gestori regolari, digitalizzati e recensiti con punteggi d’eccellenza da turisti di tutto il mondo.

La Calabria dell’extra-alberghiero è viva, è connessa, resiste nei borghi ed è la prima linea dell’accoglienza regionale. I B&B sono il vero motore del Turismo calabrese e vanno aiutati e sostenuti, non certo colpevolizzati.

Categorie: Comunicati

0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Accedi

Registrati

Reimposta la password

Inserisci il tuo nome utente o l'indirizzo email, riceverai un link per reimpostare la password via email.