Il vero record del turismo calabrese? Far restare i turisti e farli tornare

Il dibattito aperto in questi giorni da LaC sul turismo calabrese merita attenzione e, soprattutto, merita che chi opera quotidianamente nel settore porti la propria esperienza e le proprie proposte.

Come Associazione Regionale dei B&B e degli Affittacamere della Calabria riscontriamo concretamente nelle nostre strutture alcune delle dinamiche evidenziate: permanenze più brevi, spesso di una o due notti; consumi più contenuti, con una crescente attenzione alla tariffa; e una stagione sempre più concentrata in pochi giorni, con gran parte del territorio che registra il tutto esaurito per appena 10-15 giorni nel mese di agosto.

È un dato che non possiamo ignorare, anche quando gli indicatori degli arrivi sembrano raccontare una storia positiva.

Perché forse il vero record che dovrebbe interessarci non è soltanto quello degli arrivi, ma quello dei giorni che riusciamo a far trascorrere al turista in Calabria.

E ancora di più dovremmo chiederci: che cosa lasciamo al turista quando riparte? È stata un’esperienza abbastanza positiva e ricca da convincerlo a tornare?

Quanti arrivano, quanto restano, quanto spendono e, soprattutto, quanti ritornano: sono questi, a nostro avviso, alcuni degli indicatori attraverso i quali dovremmo iniziare a misurare la qualità del nostro turismo.

Perché aumentare gli arrivi non è sufficiente se contemporaneamente diminuisce la durata dei soggiorni e si riduce la capacità di generare valore sul territorio.

La Calabria non ha bisogno soltanto di più turismo: ha bisogno di un sistema turistico. È qui che riteniamo necessario spostare il dibattito.

La nostra regione dispone di un patrimonio straordinario: mare, montagne, borghi, aree interne, cultura, storia, enogastronomia, natura, tradizioni e comunità. Ma la semplice presenza di questi elementi non costruisce automaticamente una destinazione competitiva.

Un valore particolare hanno i borghi e i piccoli centri, soprattutto quelli dell’entroterra, che rappresentano una parte straordinaria e ancora poco valorizzata dell’offerta calabrese. Le nostre piccole strutture ricettive contribuiscono concretamente a questa valorizzazione, perché consentono di soggiornare in territori nei quali, senza una rete diffusa di B&B e affittacamere, sarebbe spesso difficile trovare ospitalità.

È anche attraverso questa presenza capillare che è possibile portare turismo, reddito e nuove opportunità nei territori più piccoli e contribuire a costruire un’offerta realmente diffusa.

Troppo spesso, però, queste realtà non vengono coinvolte nelle scelte che riguardano il turismo e, non di rado, vengono persino ostacolate nello svolgimento della loro attività. È difficile parlare di “fare sistema” se chi contribuisce concretamente a costruire l’offerta turistica viene lasciato ai margini o, peggio, considerato un problema anziché una risorsa.

Occorre invece mettere in relazione le tante risorse della Calabria.

Il turista non dovrebbe essere costretto a scegliere tra mare ed entroterra, tra cultura e natura, tra enogastronomia e borghi. Dovremmo essere capaci di costruire un’offerta nella quale queste esperienze si integrino e si rafforzino reciprocamente.

La Calabria non deve promuovere soltanto singoli luoghi: deve costruire esperienze e itinerari capaci di collegare territori.

È questa, a nostro avviso, la strada per affrontare concretamente la destagionalizzazione.

Non basta organizzare qualche evento nei mesi autunnali o primaverili. Occorre costruire prodotti turistici capaci di avere una domanda durante tutto l’anno: cultura, cammini, natura, enogastronomia, turismo religioso, borghi, esperienze, eventi e identità territoriali devono diventare parti di un’offerta integrata.

C’è però una condizione preliminare che non possiamo ignorare: l’accessibilità.

“Destagionalizzare” fa rima con “come ci arrivo”.

Da ottobre la Calabria diventa meno accessibile con i collegamenti aerei. E se vogliamo convincere un turista a scegliere la nostra regione nei mesi meno tradizionali, dobbiamo prima garantirgli la possibilità di raggiungerla con collegamenti adeguati, convenienti e affidabili e continuativi.

La destagionalizzazione non si costruisce soltanto creando eventi, itinerari ed esperienze. Si costruisce anche rendendo possibile arrivare e muoversi facilmente sul territorio durante tutto l’anno.

Collegamenti aerei, ferroviari e stradali, mobilità interna e trasporto pubblico devono quindi essere considerati parte integrante del prodotto turistico, non una questione separata.

Non possiamo chiedere al turista di destagionalizzare se siamo noi i primi a rendere stagionali i collegamenti.

C’è poi un aspetto che conosciamo molto bene nella nostra attività quotidiana.

Troppo spesso siamo noi operatori le prime guide turistiche del territorio.

Siamo noi a suggerire ai nostri ospiti dove andare, cosa vedere, quali borghi visitare, quali itinerari percorrere, dove trovare un prodotto tipico, quale esperienza fare, quale luogo meno conosciuto scoprire.

Spesso suggeriamo itinerari che non esistono come prodotto turistico, esperienze che nessuno ha organizzato, collegamenti tra luoghi che nessuno ha messo in rete.

Lo facciamo perché vogliamo che il nostro ospite non si limiti a trascorrere qualche giorno nella nostra struttura, ma porti a casa un’esperienza positiva della Calabria.

In qualche modo, ogni giorno, costruiamo dal basso una parte di quell’offerta turistica integrata che ancora manca.

È un patrimonio di conoscenza e di esperienza che non dovrebbe essere lasciato alla buona volontà dei singoli operatori.

Dovrebbe diventare parte di una strategia.

Per questo riteniamo fondamentale che chi opera concretamente sul territorio venga coinvolto stabilmente nella costruzione delle politiche turistiche.

Chi accoglie ogni giorno i visitatori conosce le loro domande, le loro aspettative, le difficoltà che incontrano e, soprattutto, conosce le opportunità che ancora non siamo riusciti a trasformare in prodotti turistici.

Se vogliamo costruire un sistema turistico, dobbiamo mettere allo stesso tavolo chi lo programma e chi lo fa vivere.

ARBBAC è disponibile a dare il proprio contributo a questo confronto, portando l’esperienza delle proprie strutture e dei territori nei quali operano.

Non pensiamo che la soluzione possa essere individuata da un singolo soggetto.

Pensiamo però che sia arrivato il momento di porsi domande diverse.

Non soltanto:

“Quanti turisti sono arrivati quest’anno?”

Ma:

“Quanti giorni sono rimasti? Quanto valore hanno lasciato? Che esperienza hanno vissuto? E quanti di loro hanno deciso di tornare?”

Perché il vero successo turistico della Calabria non sarà avere più persone sulle nostre coste per pochi giorni.

Sarà costruire una Calabria nella quale valga la pena fermarsi più a lungo, conoscere più territori, vivere più esperienze e tornare: non soltanto dal 7 al 20 di agosto.

È questa, per noi, la sfida: non inseguire un altro record, ma costruire finalmente un sistema turistico calabrese capace di generare valore durante tutto l’anno.

Categorie: Comunicati

0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Accedi

Registrati

Reimposta la password

Inserisci il tuo nome utente o l'indirizzo email, riceverai un link per reimpostare la password via email.